Le Case Famiglia

“Il bambino è costruttore dell’uomo, e
non esiste uomo che non sia stato formato
dal bambino che egli era una volta”
(Maria Montessori “La mente del bambino”)

Le nostre comunità di accoglienza per minori sono il luogo dove la casa diventa famiglia, dove la vita diviene quotidianità, dove la storia di ognuno viene modificata dalla storia di ogni altro.
Le case-famiglia accolgono bambini e bambine, ragazzi e ragazze provenienti da situazioni familiari deprivate tali da richiedere un allontanamento, o arrivati da paesi in guerra, afflitti da carestie o sottoposti a regimi ingiusti, giunti nel nostro paese senza una figura di riferimento adulta.
L’obiettivo del percorso di questi ragazzi è la costruzione di un progetto di vita e di realizzazione personale.
L’accoglienza si basa sulla creazione di un clima familiare che renda possibile la costituzione di legami affettivi stabili e di relazioni significative. Tale “clima” si realizza attraverso la cura dei vari aspetti della vita: la “casa” intesa come alloggio materiale ma anche come luogo di vita caldo e positivo; l’alimentazione e l’attenzione alla salute; l’istruzione e l’accompagnamento al lavoro; lo sviluppo dell’autonomia personale; la cura delle relazioni con le famiglie d’origine; la creazione di una solida rete di rapporti sociali.
Facendo tesoro dell’esperienza trentennale e della formazione teorica nell’ambito dello sviluppo dell’essere umano, l’Associazione “il tetto” propone un arcipelago di servizi che vanno a ricoprire buona parte dell’arco temporale in cui il bambino cresce, sperimenta sé stesso e sedimenta la propria personalità adulta. In questa ottica si concretizza la possibilità di fornire accoglienza e supporto a bambini dai 4 anni fino a giovani adulti di 18 anni e oltre.

“La terra di mezzo” di Via Cuppari

Frodo: Lo porterò io! Solo…non conosco la strada
Gandalf: Ti aiuterò a portare questo fardello Frodo Baggins, finché dovrai portarlo
Aragorn: Se con la mia vita o la mia morte potrò proteggerti, io lo farò! Hai la mia spada!
Legolas: E hai il mio arco!
Gimli: E la mia ascia!

(Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello)

La comunità di via Cuppari, dal settembre 2004, ospita stabilmente una coppia di adulti con i loro due figli e sette ragazzi fra i 7 e i 18 anni: italiani e stranieri, maschi e femmine, cristiani e musulmani. Ogni nuovo componente modifica il gruppo con la sua presenza, la sua storia, le sue preferenze, le sue necessità e la comunità modula il suo passo adattandolo ad un ritmo il più piacevole possibile per tutti.

Il progetto educativo viene portato avanti da un’equipe di cui fanno parte, oltre agli adulti che vivono nella casa, 7 fra educatori ed operatori che aiutano i bambini e ragazzi accolti a “portare il loro fardello”, rielaborare i traumi vissuti e costruire una nuova fiducia nella vita e nelle relazioni umane. La casa famiglia, come la “terra di mezzo” è luogo di passaggio verso una destinazione più stabile e duratura (rientro nella famiglia d’origine, affidamento familiare, adozione)

Nei pomeriggi alcuni volontari e tirocinanti aiutano i ragazzi nello svolgimento delle attività quotidiane: fare i compiti, sistemare le proprie cose, fare sport, giocare e aiutare nella preparazione dei pasti.

Itaca

ITACA
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze.
(…)
Sempre devi avere in mente Itaca ‐ raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
(…)

Costantino Kavafis

Itaca è una comunità che accoglie 7 adolescenti, per lo più minori stranieri non accompagnati, in un contesto educativo mirato all’integrazione e che ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità di ognuno dei ragazzi.

L’equipe educativa e i volontari sono punti di riferimento solido e duraturo per i ragazzi che, approdati nel nostro paese dopo viaggi pericolosi e solitari, riscoprono il diritto di vivere la loro età, di andare a scuola e crescere con serenità.

Il gruppo appartamento è stato inaugurato nel 2015 grazie alla disponibilità di volontari ed educatori che hanno deciso di intrecciare la loro quotidianità con la vita di questi giovani che arrivano da lontano e che sono ancora in cammino.

Le Querce

Quercia potata
. . .
Ti abbiamo tagliato, albero! Come sei spoglio e bizzarro.
Cento volte hai patito, finché tutto in te fu solo tenacia e volontà!
Io sono come te. Non ho rotto con la vita incisa, tormentata
e ogni giorno mi sollevo dalle sofferenze e alzo la fronte alla luce.
. . .
Paziente, genero nuove foglie da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena rimango innamorato del mondo folle.

(da Il coraggio di ogni giorno di Hermann Hesse, 1998)

La casa-famiglia Le Querce ha aperto le porte nell’estate del 2018, è una comunità di tipo familiare che accoglie 8 ragazzi tra i 13 e i 17 anni con disagi familiari e sociali.

La comunità è stata chiamata “le Querce” immaginando un grande albero come un luogo di crescita.

Le Querce è un luogo dove ci si può sentire protetti, come un grande albero che con i suoi rami e il suo fogliame dona ristoro dalla pioggia o dal forte calore estivo. Le Querce è un luogo stabile, solido, che con forti radici impiantate nella dura terra riesce a donare quella sensazione di costanza nella cura, di porto sicuro e presenza concreta. E’ inoltre quel luogo da dove poter scorgere e ammirare le cose dall’alto, rivedere il proprio percorso passato e scrutare l’orizzonte futuro e i prossimi passi da percorrere. Infine Le Querce è quel luogo magico e fantastico all’interno del quale è possibile far sparire i traumi sperimentandosi attraverso il gioco e alimentando il proprio senso creativo.

Narnia

In nome degli sfavillanti mari dell’est ecco a voi la regina Lucy, la valorosa.
In nome del grande bosco dell’ovest re Edmund il Giusto.
In nome dello splendente sole del sud la regina Susan la Dolce.
In nome del limpido cielo del nord ecco re Peter il Magnifico!”
Quando si è Re o Regina di Narnia, si è sempre Re o Regine!
Dal film “le cronache di Narnia”

Un casale più o meno abbandonato è diventato (dopo tanto lavoro!) una casa accogliente per 8 ragazzi e ragazze, tra i 13 e i 17 anni, con disagi familiari e sociali. Un’equipe affiatata, supportati da un gruppo di volontari armati di energia ed entusiasmo, hanno aperto le porte di Narnia nell’estate del 2018.

Il nome della comunità rimanda alle “cronache di Narnia”, un racconto in cui alcuni bambini entrando in un armadio, scoprono un portale per raggiungere una terra incantata, affascinante, ricca di avventure e personaggi fantastici che li allontana dalla guerra.

Narnia è un luogo dove ci si può sentire protetti, in cui i ragazzi in affidamento al servizio sociale, possano recuperare una dimensione di spensieratezza e gioco, unite ad una capacità di lettura degli eventi. I bambini e ragazzi che arrivano in comunità hanno vissuto un periodo difficile in cui si sono dovuti allontanare dal contesto familiare come i ragazzi della storia. A “Narnia” si arriva per vivere l’avventura della propria della vita e diventarne protagonisti, certi dell’accompagnamento di un contesto di tipo familiare. Una volta cresciuti, raggiunti i propri obiettivi, per i ragazzi, Narnia rimarrà il ricordo di un periodo felice.