La storia di Noémi (sve – Ungheria)

“Il mio SVE é cominciato un modo po’ difficile. Dopo che sono rimasta a casa perché non potevo andare a Palermo ho saputo che la ragazza che ha vinto questo SVE é tornata a casa cosi ho vinto io questo programma.

Ho scelto di essere una volontaria perché studio pedagogia sociale all’Universitá di Debrecen, e ho pensato che questa fosse una buona esperienza anche perché in Ungheria avevo giá imparato l’ italiano e cosí é un piú facile.

Volevo vivere all’estero per migliorare il mio italiano e ho pensato che potevo essere volontaria.

Sono arrivata a Roma il 2 ottobre. Mi sono innamorata perché Roma per me era un sogno e ora diventava realtá.

La casa famiglia dove vivo e lavoro é molto familiare. Mi sento bene qui e non vorrei tornare a casa. Nei primi tempi era un po’ difficile per abituarmi a questa nuova situazione ed era difficile anche la parte dei bambini perché dopo un mese hanno ricevuto una nuova volontaria. Di solito faccio i compiti con i ragazzi, giochiamo insieme guardiamo la tv e andiamo a fare sport. Dopo 4 mesi mi sento che mi hanno accettato e mi chiamano se hanno bisogno di aiuto. E questo mi rende felice. Al Tetto ricevo tutto quello che ho bisogno da parte dei bambini ed educatori. Ho trovato anche amici con cui posso uscire.

Durante la formazione dei volontari ho conosciuto tante persone interessanti e si sono formate anche amicizie. Con questi amici ci siamo incontrati a capodanno per festeggiare insieme. Tra poco andiamo a Rimini per una nuova formazione e la aspettiamo tanto, ma durerá solo 4 giorni.

Ho cominciato pensare al mio futuro. Tra 2 semestri finiró l’universitá e ho pensato che ritorno a Roma ma prima di tutto ho uno scopo. Una facoltá di master dove potrei diventare traduttrice. Mi piace molto la lingua italiana e vorrei lavorare in questo settore dove posso usarla.

La mia famiglia é orgogliosa di me perché ho 22 anni e ho ricevuto questa grandissima possibilitá di vivere nella cittá eterna.”

Noémi, Ungheria